Una volta chiarito a cosa ci riferiamo quando si parla di formazione, andiamo ad approfondire quali sono le sue declinazioni specifiche a livello pratico. Oggi parleremo di una metodologia di fare formazione che ha preso sempre più piede in diversi ambiti della nostra vita e sta subendo dei profondi cambiamenti con lo sviluppo delle nuove tecnologie: il coaching. Quest’ultimo è una metodologia basata su una relazione paritaria tra coach e cliente, che mira a sviluppare, allenare ed acquisire strategie e tecniche utili per il raggiungimento di obiettivi specifici in futuro. É bene evidenziare che non è un modo per alleviare i dolori/traumi mentali o di tipo emotivo, o meglio non è questo il suo fine; si tratta, infatti, di una metodologia basata sull’apprendimento attivo che non prevede un approccio psicodiagnostico. In altre parole, il coaching rappresenta uno strumento efficace per il potenziamento della propria performance in campo lavorativo, sportivo o nella sfera personale: un percorso di crescita personale individualizzato, dove la parola d’ordine è cambiamento. Andiamo a vedere nello specifico i diversi ambiti di applicazione di questa metodologia. Per quanto riguarda la sfera personale si parla di Life Coaching, ovvero un percorso co-costruito da professionista e cliente rivolto al futuro della persona. L’obiettivo di questo lavoro, come già detto in precedenza, non è ridurre il dolore o gestire un disagio psichico, ma il raggiungimento di obiettivi per l’individuo, il potenziamento della performance. Il life coach mette a disposizione le proprie conoscenze, strategie ed esperienze personali, ponendosi come una guida non intrusiva, senza mai imporsi, ma basando l’intero percorso sul rapporto del tipo “procediamo insieme”. In questo modo le persone hanno la possibilità di chiarire e perseguire i propri obiettivi, migliorare le proprie capacità di comunicazione e di conseguenza le proprie relazioni, potenziare le abilità organizzative e aumentare l’equilibrio vita personale-vita professionale. Per quanto riguarda il mondo del lavoro un percorso di questo tipo si identifica con il Business Coaching. In questo caso l’intervento è destinato a manager, dirigenti, professionisti, imprenditori, dipendenti e chiunque si interessato ad affrontare temi di natura professionale e aziendale. Il business coaching è una metodologia di sviluppo delle risorse personali che ha come obiettivo quello di potenziare la performance lavorativa e di conseguenza la produttività, aumentare i livelli di autoefficacia, migliorare la comunicazione e le relazioni professionali, potenziare la capacità di scelta e di delega. Dunque, chiunque intraprende un percorso del genere ha la possibilità di conseguire obiettivi sfidanti e concreti all’interno del proprio contesto operativo grazie alle risorse personali. Il coaching può essere applicato anche nel mondo dello sport con lo scopo di guidare l’atleta alla riscoperta delle sue risorse e all’acquisizione di nuove abilità. In questo caso il protagonista del percorso è lo sportivo, ma anche lo staff tecnico (allenatori, dirigenti) e lo scopo dell’intervento è quello di facilitare l’individuazione di obiettivi concreti, l’aumento della motivazione e la gestione efficace del post-partita; tutti aspetti che mirano al potenziamento della performance. Dunque, il coaching è un percorso rivolto allo sviluppo delle risorse personali che si basa su una relazione one-to-one, che non prevede l’utilizzo di strumenti o tecniche psicodiagnostiche e la gestione di disagi psicologici o problemi di natura patologica. Un altro aspetto che vorrei evidenziare è la volontà da parte dell’individuo nell’iniziare un intervento di questo genere, perché, com’è abbiamo detto all’inizio, il cambiamento è il risultato finale del coaching. Infatti, è importante che ci sia una richiesta diretta e cosciente da parte della persona, con una chiara intenzione di mettersi in gioco, altrimenti l’efficacia del percorso non sarà mai elevata. 

Oggi purtroppo questi percorsi hanno subito dei profondi cambiamenti, soprattutto a causa dell’emergenza che stiamo vivendo da 2 anni a questa parte, la quale ci ha costretto ad utilizzare altri tipi di strumenti che hanno limitato la formazione in presenza. Infatti, sempre di più si stanno diffondendo percorsi di coaching online, oppure in forma mista, che molto spesso creano delle difficoltà sia per il coach e soprattutto per il cliente. D’altra parte però ci hanno stimolato a dare spazio alle nostre capacità creative e all’utilizzo sempre più frequente di strumenti innovativi come la realtà virtuale. Essa sta diventando ormai parte di questi percorsi di potenziamento delle risorse in tutti gli ambiti descritti in questo articolo. Basti fare riferimento alle numerose applicazioni in ambito sportivo a partire dalle simulazioni di situazioni specifiche di gioco tramite ambientazioni in realtà virtuale (tennis), o la ripetizioni di percorsi di gara (automobilismo, scii, ecc..). Anche nel mondo del lavoro, ad esempio, è stato creato dal team di Vrainers un training molto pratico, che accompagna la persona a svolgere un lavoro su se stesso per poi allenare le proprie capacità comunicative, con lo scopo ultimo di ottimizzare “l’arte di parlare in pubblico”. 

Vrainers crede molto in questa tecnologia, che, insieme ai sistemi di intelligenza artificiale, possiedono un potenziale elevato nel contesto del potenziamento della performance: sono, infatti, mezzi innovativi che possono facilitare il grado di coinvolgimento delle persone attraverso il loro approccio concreto e pratico, aumentando di conseguenza la motivazione personale. Il protagonista di tutti i progetti, gli interventi e i percorsi creati da Vrainers è sempre l’individuo, con lo scopo di migliorare la sua qualità di vita e il livello di benessere psicologico. 

Concludendo, possiamo affermare che ognuno di noi si trova ad affrontare momenti difficili durante la propria esistenza; in questo caso chiedere aiuto non significa essere deboli, ma anzi coraggiosi e maturi. Intraprendere un percorso di coaching può essere un’occasione di miglioramento, di investimento per imparare ad esprimere il nostro potenziale al massimo, un vero e proprio progetto di crescita specifico, che ha come obiettivo il cambiamento: “Non c’è nulla di immutabile, tranne l’esigenza di cambiare” (Eraclito).  

Bibliografia e Sitografia:

Goldstein, IL. (1980). Training in work organizations. Annual Review of Psychology, 31, 229-272..

Grant, A.M. (2003). The impact of life coaching on goal attainment, metacognition and mental health. Social Behaviour and Personality, 31, 253-264.

Grant, A.M. (2001). Coaching for enhanced performance: Comparing cognitive and behavioural approaches to coaching. Paper presented at the 3rd International Spearman Seminar: Extending Intelligence: Enhancement and new constructs, Sydney.

Biswas-Diener, R. & Dean, B. (2007). Positive psychology coaching: Putting the science of happiness to work for your clients. Hoboken, NJ: John Wiley & Sons.

Linley, P.A. & Harrington, S. (2005). Positive psychology and coaching psychology: Perspectives on integration. The Coaching Psychologist, 1(1), 13–14.

Andrews, A. (2014). Avatar coaching: A case study on the perceptions of virtual reality coaching interventions with an avatar coach. Doctoral dissertation, Capella University, USA.

Hultgren, U., Palmer, S., & O’Riordan, S. (2016a). Developing and evaluating a virtual coaching programme: A pilot study. The Coaching Psychologist, 9(2), 100-110.

Autore articolo: 

Francesco Palazzo

Laureato in scienze e tecniche psicologiche presso l’Università degli studi L’Aquila. Specializzato in Psicologia del Benessere: empowerment, riabilitazione e tecnologie positive, presso L’Università Cattolica del Sacro Cuore sede di Milano. Master in Psicologia dello sport. Specializzato sull’utilizzo delle Tecnologie Positive applicato ai diversi ambiti psicologici, conducendo uno studio sperimentale sul potenziamento cognitivo e del gesto tecnico-motorio su giovani tennisti agonisti tramite un training integrato di allenamento mentale e realtà virtuale

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