I Videogiochi sono visti dalla massa come un mero strumento ludico per divertirsi e passare del tempo in compagnia o da soli, ma quante persone hanno mai pensato di poter apprendere qualcosa videogiocando?

L’industria del videogioco ha raggiunto livelli molto elevati nella realizzazione dei loro prodotti; essi sono di qualità elevata non solo per la resa grafica e per le prestazioni, ma anche per le ricerche che vengono effettuate sugli ambienti e la fisica. Prendiamo in esempio la saga di Assassin’s Creed: un gioco, che riprende le vicende di una setta immaginaria di assassini che combatte i templari, creato dalla casa di produzione Ubisoft  contenenete riferimenti storici molto precisi ricercati dal team di sviluppo. Analizzando questi elementi da un punto di vista diverso da quello del giocatore, chiunque abbia mai fruito di questo gioco conoscerà fatti storici realmente accaduti e potrà collocarli nella giusta epoca. Parlando di apprendimento e videogiochi non possiamo non citare i serious game. I serious game sono stati descritti per la prima volta nell’omonimo libro di Clark C. Abt e vengono descritti come “giochi con un esplicito e ben definito scopo educativo, non pensati primariamente per il divertimento, senza però escluderlo”. Essi sono, quindi, videogiochi, molto spesso simulazioni di ambienti reali interattivi e ambientati in vari tipi di scenari. I serious game trovano applicazione in contesti molto diversi tra loro; l’obiettivo può variare dalla formazione, alla sensibilizzazione fino al problem solving, ma può essere utilizzato anche per altri scopi. Non esiste una teoria sulla pedagogia dei serious game, ma possiamo affermare che essi sono basati sul concetto di learning by doing e apprendimento attivo

Vrainers si pone come obiettivo quello di spingere i serious game alla frontiera della realtà virtuale e dell’intelligenza artificiale, creando ambienti interattivi con la quale l’utente potrà confrontarsi e migliorare vari aspetti delle proprie soft skill.

Bibliografia:

Serious game: metodologie innovative per l’apprendimento esperienziale, Diversity Management, Alessia Alò.

Perché i serious games ci aiutano ad apprendere?, State of Mind – il giornale delle scienze psicologiche, Antonio Ascolese

Autore:

Alvaro Sebastiano

Studioso di I.T. e Game Programming, ho studiato presso l’A.I.V. – Accademia italiana Videogiochi. Appassionato di Rap, Videogiochi e programmazione in tutte le sue sfaccettature.

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