Psicologia dei video 360°

La tecnologia in ambito grafico negli ultimi anni ha fatto passi da gigante. A questo proposito vorrei presentarvi uno strumento di cui oggi si sente parlare sempre più spesso: i video 360°. Di cosa si tratta? Il video 360°, spesso chiamato anche “video immersivo” o “video sferico”, è un video che è stato ripreso tramite speciali camere in modo da registrare simultaneamente in tutte le direzioni e avere quindi tutto l’ambiente circostante a 360 gradi. Questi video permettono una modalità di fruizione interattiva rispetto ai video tradizionali.

In altre parole, questo strumento permette al suo fruitore di vivere un’esperienza interattiva: gli spettatori, infatti, possono scegliere in quale direzione guardare. personalizzando l’esperienza. Si può esplorare il video attraverso il mouse del pc, con un dispositivo mobile (tablet o smartphone) o direttamente con un visore VR descritto nelle righe precedenti. In generale, c’è da dire però, che per vedere un contenuto a 360° nel modo più immersivo possibile, è necessario utilizzare un caschetto VR, inducendo le persone ad utilizzare il termine “realtà virtuale” come sinonimo di video 360°. Probabilmente questo va a creare confusione in quanto la VR viene identificata troppo spesso come qualsiasi cosa sia visibile tramite un visore. Lo scopo di questa tecnologia è quello di rendere l’esperienza virtuale il più possibile simile a quella reale, o in altre parole rendere invisibile il processo di mediazione alla percezione umana (esperienza non mediata). Questo significa che l’utente fruisce della realtà virtuale attraverso il coinvolgimento di tutti i sensi, avendo la possibilità di muovere la testa non soltanto a destra e sinistra o in alto e in vaso come i video 360° (2 gradi di libertà), ma anche utilizzare altre parti del corpo per interagire con l’ambiente virtuale (si parla di tecnologia dotata di 6 gradi di libertà). Si potrebbe dire che la VR contiene all’interno della sua ampia definizione i video 360°, ma è bene ricordarsi che sono due tecnologie distinte. Dunque, chi guarda un video a 360° utilizzando un adeguato visore per la realtà virtuale, avrà la sensazione di trovarsi in un altro luogo, potendo guardare liberante lo scenario intorno a sé in tutte le direzioni, percependo la profondità (e quindi la distanza) dei vari oggetti, e ascoltando i suoni ambientali provenienti da tutte le direzioni proprio come nell’esperienza reale. A questo proposito si fa riferimento proprio al concetto di “presenza” direttamente collegato alla consapevolezza del fruitore. Per spiegarlo con altre parole, i video 360° all’interno della realtà virtuale danno la possibilità di esplorare l’ambiente e di interagire con esso; dunque, la persona si sente coinvolta emotivamente, presente in quell’ambiente diventando di conseguenza maggiormente consapevole dell’ambiente che lo circonda. Sono stati svolti diversi studi per verificare l’efficacia dei video 360°; riguardo il grado di coinvolgimento emotivo sembra che nei video 360° sia più profondo del 27% ripreso a quello dei video 2D. Inoltre i contenuti 360 hanno battuto contenuti 2D su visualizzazioni, condivisioni e iscrizioni e hanno generato il 41% in più di azioni. Quindi, questa tecnologia suscita un impatto emotivo maggiore, paragonabile a quello dell’esperienza reale. A questo proposito, vorrei proprio fare riferimento al periodo che stiamo vivendo oggi.

Se pensate al grandissimo potenziale che i video 360° possiedono, potrebbe essere inserito come uno strumento fondamentale per limitare la diffusione del Covid-19. Infatti, il vantaggio più grande è quello di poter continuare a svolgere determinate attività lavorative, come eventi, convegni, corsi di formazione e tanto altro, mantenendo il distanziamento sociale necessario per evitare il contagio. Oltre a questo, i video 360° permettono a strutture pubbliche e private di proseguire la loro attività da una parte, come ad esempio le mostre in 3D nei musei, e dall’altra di innovare i propri mezzi di comunicazione, come la possibilità di pubblicizzare la propria azienda, il proprio territorio con registrazioni 3D, o creare dei concerti o videoclip a 360 fruibili tramite visori di realtà virtuale. Le nostre abitudini sono cambiate, basti solo pensare alla qualità di tempo maggiore che siamo costretti a vivere in casa. I video 360° possono venirci in aiuto anche in questo caso: i videogiochi ad esempio, si sono evoluti tantissimo non soltanto dal punto di vista grafico, ma anche di interazione con esso. Inoltre posso essere un supporto per svolgere dei training di crescita personale guidati da uno psicologo. In questo caso è possibile svolgere dei percorsi a distanza con un professionista della mente, i quali con l’ausilio della tecnologia mantengono o aumentano la loro efficacia. Esempi di questo tipo possono essere un lavoro con atleti per migliorare le proprie capacità di gestione delle emozione, capacità motorie, recupero dall’infortunio, oppure lavori con manager di aziende in grado di potenziare alcune delle soft skills fondamentali per quel ruolo (leadership, comunicazione e relazione, problem solving). Negli ultimi anni anche questa tipologia di video sta seguendo i passi dell’evoluzione tecnologica. In questo senso i video a 360° iniziano ad essere registrati anche in 3D stereoscopico, permettendo cioè di percepire la profondità. Inoltre, possono essere accompagnati da una particolare tipologia di audio, detto audio spaziale, che permette allo spettatore di sentire le fonti sonore provenire dalla direzione corretta e coerente rispetto a dove sta guardando all’interno del mondo virtuale.

VRAINERS si impegna a promuovere crescita, innovazione, formazione e benessere utilizzando anche questo tipo di tecnologia. Come farlo? VRAINERS risponde con la costruzione di un training di potenziamento delle soft skills destinato alle aziende. Nello specifico facciamo riferimento “all’arte di parlare di parlare in publico”. Tema ancora più attuale nei giorni nostri, costretti a svolgere gran parte dell’attività davanti al pc; questo da una parte può essere una facilitazione per alcune persone, mentre per altre una difficoltà. Il training mette in evidenza la centralità della persona: infatti, il punto di partenza è sempre la costruzione di un percorso individualizzato di crescita personale. L’idea di base è che un miglioramento individuale porti all’ottimizzazione della prestazione e un innalzamento della qualità della vita della persone, con conseguente aumento del proprio benessere personale. Sempre in quest’ottica, training di questo genere potrebbero essere destinati a sportivi come mezzo per migliorare la propria performance. Un canale nel quale VRAINERS sta iniziando ad addentrarsi in linea con l’innovazione tecnologica e lo sviluppo della scienza.

Bibliografia

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Autore articolo

Francesco Palazzo

Laureato in scienze e tecniche psicologiche presso l’Università degli studi L’Aquila. Specializzato in Psicologia del Benessere: empowerment, riabilitazione e tecnologie positive, presso L’Università Cattolica del Sacro Cuore sede di Milano. Master in Psicologia dello sport. Specializzato sull’utilizzo delle Tecnologie Positive applicato ai diversi ambiti psicologici, conducendo uno studio sperimentale sul potenziamento cognitivo e del gesto tecnico-motorio su giovani tennisti agonisti tramite un training integrato di allenamento mentale e realtà virtuale.

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