All’interno dell’articolo parleremo di:

Cosa si intende per paura delle persone

Il contesto di public speaking ci porta obbligatoriamente a parlare di un’altra paura molto frequente, che in alcuni casi può creare dei disagi psicologici i quali possono sfociare in disturbi specifici. Quando parliamo di paura delle persone, si fa riferimento ad un tipo di fobia sociale, classificata all’interno dei disturbi d’ansia, la quale è caratterizzata da una forte ansia in situazioni interpersonali e di prestazione in pubblico. È chiaro che questa condizione non è uguale per tutti e può essere evitata attraverso degli accorgimenti e l’aiuto delle persone giuste. 

La caratteristica principale di questo grande problema, che si manifesta in concomitanza con la prestazione di dover parlare in pubblico, è il timore di essere criticati; questa paura deriva aspetti specifici del proprio carattere, timidezza o insicurezza, e dalle aspettative che ognuno di noi si pone (ad esempio la forte volontà di dare una buona impressione).

Sperimentare un certo grado di ansia sociale in situazioni di questo genere è del tutto normale, ma quando si arriva a livelli troppo alti di preoccupazione si possono mettere in atto comportamenti debilitanti per la persona: il più comune è quello di evitare qualsiasi o la maggior parte delle situazioni interpersonali, sociali. Capite bene che questo può diventare un problema rilevante nel nostro vivere quotidiano e soprattutto nel mondo professionale.

Ma quali possono essere le cause della nascita di questo disturbo? Innanzitutto il nostro carattere: ci sono diverse persone che mostrano timidezza e vergogna sin da bambini. Oltre a questo, la fobia può derivare da esperienze di ansia sociale durante il periodo di crescita (pubertà e adolescenza), come in ambito scolastico o sportivo, relazioni con i pari e in tutte quelle situazioni in cui si è esposti alla valutazione di persone adulte.

Immaginate che una persona abbia vissuto da ragazzo esperienze in cui veniva deriso dai propri pari dopo delle interrogazioni a scuola; il continuo ricordo di questi fatti possono alimentare comportamenti di evitamento fino a sfociare in un disturbo di fobia sociale. Questo non vuol dire che se ho dei trascorsi negativi nel passato nel contesto della prestazione in pubblico, allora svilupperò automaticamente un problema di ansia sociale, perché ogni percorso è soggettivo.

Cosa fare per affrontare la paure delle persone

Quindi cosa possiamo fare per evitare che questo accada? 

Per prima cosa, esistono percorsi di prevenzione in cui i giovani vengono formati e guidati riguardo i comportamenti adeguati da mettere in atto in situazioni di questo genere, come ad esempio a scuola i corsi di educazione sociale e sviluppo delle soft skills. Nel caso in cui il disturbo sia già presente, la terapia migliore in campo psicologico è quella cognitivo-comportamentale dell’esposizione in vivo, dove l’individuo viene esposto gradualmente alla situazione ansiogena. Oggi un supporto validissimo a questa tecnica, è la realtà virtuale, grazie alla quale si possono creare training specifici per ogni situazione, ad esempio affrontare la nostra paura come in questo caso.

Pensiamo ad esempio al public speaking. Il team di Vrainers, partendo dalla metodologia di base della terapia cognitivo-comportamentale, ha creato delle simulazioni virtuali di sale con pubblico in contesti diversi. L’utente, viene guidato da un avatar in un percorso di crescita personale delle proprie abilità comunicative, per poi avere la possibilità di mettersi alla prova nelle sale virtuali.

In questo modo, la persona avrà la possibilità di sottoporsi ad un’esposizione frequente e decisa autonomamente in base ai propri tempi e possibilità, così da poter affrontare le situazioni temute (come la paura delle persone) in modo progressivamente più agevole e soddisfacente. Contemporaneamente a ciò la persona sarà stimolata ed aiutata, dall’avatar in primis grazie ai suoi feedback e dallo psicologo del team a riprendere in mano aspetti della vita messi da parte (rapporti sociali, passioni, lavoro, ecc.).

Bibliografia 

https://www.apc.it/disturbi/adulto/fobia-sociale/quali-sintomi/

Powers MB, Emmelkamp PM. Virtual reality exposure therapy for anxiety disorders: a meta-analysis. J Anxiety Disord (2008) 22(3):561–9.

Libro – “Realtà virtuale e intelligenza artificiale: rischi e opportunità.”

Paura

Le macchine sono davvero più intelligenti degli esseri umani? Quali sono le capacità propriamente umane su cui dovremmo concentrarci?

L’obiettivo primario è comprendere i vantaggi e gli svantaggi della realtà virtuale e aumentata e alle differenze tra intelligenza umana e intelligenza artificiale. Passando poi ad una riflessione: creatività, l’empatia e l’immaginazione possono essere riprodotti o replicati da un’intelligenza artificiale?

Ti piacerebbe approfondire l’argomento? Questo articolo è stato preso dal nostro libro pubblicato pochi mesi fa! Ti lascio in link qui in basso! A presto!


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