All’interno dell’articolo parleremo di:

Cos’è la paura dell’ignoto

Un aspetto che accomuna molte delle preoccupazione riguardo l’arte di parlare in pubblico, è quella sensazione di ansia che sale di fronte all’ignoto, al mistero. Perché vi parlo di questo? Vi faccio una domanda: vi è mai capitato di ricevere comunicazione di dover tenere un discorso in pubblico, ma senza sapere chi ci sarà, quali figure professionali potranno esserci, con quali aspettative…Io credo proprio di si. Ecco questo è un banale e semplice esempio per capire, che la mancanza di informazioni, l’incertezza e la confusione non fanno altro che alimentare le nostre paure più grandi, entrando in un circolo vizioso da cui risulta poi difficile uscirne senza l’aiuto di qualcuno. In altre parole, la paura dell’ignoto!

Proviamo a pensare ad esempio al periodo che stiamo vivendo da due anni a questa parte; possiamo certamente affermare che i livelli di ansia, di stress hanno subito un innalzamento generale nella maggior parte delle persone, tutti fattori che possono portarci a sviluppare la paura dell’ignoto.

Perchè questo? La mancanza di contenuti e di informazioni riguardo il virus sicuramente è un primo aspetto da evidenziare. Questo non ha fatto altro che alimentare l’incertezza in ognuno di noi, fattore anch’esso fonte di ansia e stress. Inoltre le continue restrizioni e informazioni trasmesse, che cambiavano in pochissimo tempo e molto spesso si contraddicevano l’una con l’altra, hanno portato in noi un senso di confusione elevato non aiutando, di certo, le nostre preoccupazioni, sfociando molto spesso in disturbi e disordini mentali. Questo è soltanto un altro esempio, molto attuale, di come la confusione e l’incertezza e i fattori ad essi legati possono portare problematiche davvero serie a livello psicologico provenienti dalla paura dell’ignoto.

È bene, però, evidenziare che questa nostra paura dell’ignoto è un modo per restare in allerta; in altre parole, se mantenuta a livelli moderati, è un processo positivo poiché ci salvaguarda dai possibili pericoli.  Ma torniamo al nostro caso di public speaking: abbiamo detto che spesso si ha paura di non sapere bene quale figure professionali ci saranno. Pensate se al momento in cui apprendete di dover tenere il discorso non sappiate nemmeno il luogo, o comunque le caratteristiche di una specifica sala, le persone responsabili dell’evento.

Tutti questi piccoli fattori, magari anche rari, ma che possono capitare e non fanno altro che aumentare le nostre paure, ansie e livelli di stress. Allora come facciamo a mantenere i nostri livelli di ansia adeguati alla situazione e gestire al meglio la paura dell’ignoto? 

Come gestire questa paura dell’ignoto

Sicuramente esistono diverse tecniche in psicologia, che vengono utilizzate anche nello sport, per allenare la capacità di gestire queste sensazioni. Il rilassamento, permette di alleviare queste forti preoccupazioni attraverso esercizi di respirazione insieme a lavori di distensione muscolare e psicologica. Oltre a questo le pratiche di mindfulness ci aiutano a guarda quella specifica situazione in maniera alternativa, a trovare strade di gestione differenti. Focalizziamoci su quelle che sono le nuove frontiere: insieme a queste metodologie presentate si possono integrare training svolti attraverso la realtà virtuale.

Vi immaginate la possibilità di poter creare un ambiente molto simile a quello in cui dovrete tenere il discorso, con un pubblico che vi aspettate, e immergervi all’interno di esso provando e riprovando la propria performance quante volte lo desideriate anche da casa? Oppure, nella situazione presentata prima con poche informazioni, immaginate di poter creare più ambientazioni, in termini di luogo e tipologia di pubblico in modo da potervi preparare per diversi contesti e non trovarvi impreparati. Tutto questo è possibile grazie alla realtà virtuale: Vrainers nello specifico ha creato un training che permetta tutto questo insieme ad un avatar che fa da “Cicerone” e guida l’utente nel percorrere la strada attraverso consigli, tecniche e feedback. 

Bibliografia 

Gorka, S. M., Lieberman, L., Shankman, S. A., Phan, K. L., (2016) “Startle Potentiation to Uncertain Threat as a Psychophysiological Indicator of Fear-Based Psychopathology: An Examination Across Multiple Internalizing Disorders”. Journal of Abnormal Psychology, doi: 10.1037/abn0000233, published online 17 November 2016.

Palmer, P. (1990) Good teaching: A matter of living the mystery. Change 22, 11-16.

Libro – “Realtà virtuale e intelligenza artificiale: rischi e opportunità.”

paura dell'ignoto

Le macchine sono davvero più intelligenti degli esseri umani? Quali sono le capacità propriamente umane su cui dovremmo concentrarci?

L’obiettivo primario è comprendere i vantaggi e gli svantaggi della realtà virtuale e aumentata e alle differenze tra intelligenza umana e intelligenza artificiale. Passando poi ad una riflessione: creatività, l’empatia e l’immaginazione possono essere riprodotti o replicati da un’intelligenza artificiale?

Ti piacerebbe approfondire l’argomento? Questo articolo è stato preso dal nostro libro pubblicato pochi mesi fa! Ti lascio in link qui in basso! A presto!


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